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	<title>Alberto, Autore presso Lamgate</title>
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	<description>Trasporto, logistica e servizi per le imprese</description>
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	<title>Alberto, Autore presso Lamgate</title>
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		<title>Allestimento nuovo magazzino Villa Santa Lucia</title>
		<link>https://www.lamgate.it/allestimento-nuovo-magazzino-villa-santa-lucia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 22:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzino]]></category>
		<category><![CDATA[Stoccaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spazi coperti, ampie aperture per attività di carico e scarico automezzi, spazi dedicati per attività di riconfezionamento e allestimenti personalizzati interamente gestite con nostro personale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Siamo pronti!</h3>
<p class="p1"> Il nostro nuovo<strong> Magazzino di Stoccaggio e Distribuzione</strong> è operativo!</p>
<p class="p1">A Villa Santa Lucia, a soli 500 mt dallo Stabilimento FCA Italy di Cassino.</p>
<p class="p1">Spazi coperti, ampie aperture per attività di carico e scarico automezzi, spazi dedicati per attività di riconfezionamento e allestimenti personalizzati INTERAMENTE gestite con nostro personale.</p>
<p><strong>Siamo a vostra completa disposizione!</strong></p>
<figure id="attachment_1637" aria-describedby="caption-attachment-1637" style="width: 1292px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-1637 size-full" src="https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-magazzino-anteriore.jpg" alt="" width="1292" height="666" srcset="https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-magazzino-anteriore.jpg 1292w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-magazzino-anteriore-300x155.jpg 300w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-magazzino-anteriore-1024x528.jpg 1024w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-magazzino-anteriore-768x396.jpg 768w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-magazzino-anteriore-370x191.jpg 370w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-magazzino-anteriore-770x397.jpg 770w" sizes="(max-width: 1292px) 100vw, 1292px" /><figcaption id="caption-attachment-1637" class="wp-caption-text">Magazzino Villa Santa Lucia &#8211; ingresso uffici</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Interno magazzino di stoccaggio in allestimento<br />
</strong></p>
<figure id="attachment_1636" aria-describedby="caption-attachment-1636" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-1636 size-full" src="https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-interno-magazzino-prospettiva.jpg" alt="Lamgate Magazzino Villa Santa Lucia" width="1200" height="650" srcset="https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-interno-magazzino-prospettiva.jpg 1200w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-interno-magazzino-prospettiva-300x163.jpg 300w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-interno-magazzino-prospettiva-1024x555.jpg 1024w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-interno-magazzino-prospettiva-768x416.jpg 768w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-interno-magazzino-prospettiva-370x200.jpg 370w, https://www.lamgate.it/wp-content/uploads/2021/03/lamgate-interno-magazzino-prospettiva-770x417.jpg 770w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-1636" class="wp-caption-text">Magazzino Villa Santa Lucia &#8211; vista interni</figcaption></figure>
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		<item>
		<title>La normativa sul portierato</title>
		<link>https://www.lamgate.it/la-normativa-sul-portierato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2019 10:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Guardiania]]></category>
		<category><![CDATA[Portierato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Normativa sul portierato L’attività di Portierato non più soggetta, ai sensi della Legge n°340/2000, a regime dell’autorizzazione di polizia di cui all’art.62 del T.U.L.P.S.,  si differenzia da quella di vigilanza privata sostanzialmente in al tipo di servizio richiesto al “portiere”, che non attiene esclusivamente alla generica sorveglianza dell’immobile cui lo stesso è adibito ma è anche collegato allo svolgimento delle&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Normativa sul portierato</h3>
<p>L’attività di Portierato non più soggetta, ai sensi della Legge n°340/2000, a regime dell’autorizzazione di polizia di cui all’art.62 del T.U.L.P.S.,  si differenzia da quella di vigilanza privata sostanzialmente in al tipo di servizio richiesto al “portiere”, che non attiene esclusivamente alla generica sorveglianza dell’immobile cui lo stesso è adibito ma è anche collegato allo svolgimento delle attività che nello stabile si compiono.</p>
<p>Giova infatti sottolineare che, in base al contratto di volta in volta considerato, possono essere incluse tra le prestazioni richieste al portiere anche mansioni diverse dalla semplice vigilanza quali, ad esempio, servizi di reception, assistenza clienti, consegna della corrispondenza, custodia intesa come manutenzione dell’integrità dell’edificio, pulizia dello stabile.</p>
<p>Diversamente il servizio delle guardie particolari giurate (G.P.G.) attiene esclusivamente alla prevenzione e repressione delle attività predatorie e, quindi, di difesa del diritto di proprietà, tanto che alle medesime è fatto esplicito divieto di attendere ad altre mansioni lavorative che possano distrarre dal servizio di vigilanza cui sono destinate (art.3 del R.D.L. n°144/1936).</p>
<p>Da quanto sopra esposto il Ministero dell’Interno ha chiarito che, al fine di poter definire un determinato tipo di prestazione quale attività di vigilanza sottoposto alla disciplina prevista dal T.U.L.P.S. ovvero quale servizio di portierato, ormai non più rilevante ai fini di pubblica sicurezza, occorre esaminare caso per caso il tipo di servizio per il quale si sono accordate le parti.</p>
<p>La più recente giurisprudenza amministrativa ha sottolineato che la Legge n°340/2000, che ha soppresso l’autorizzazione di polizia di cui all’art.62 del T.U.L.P.S., ha dato spazio a società di servizi di portierato, società che, venendo peraltro a legarsi, sia pure in un rapporto temporaneo, con gli stabili da custodire, sono ammissibili nel vigente ordinamento nazionale e comunitario, così come peraltro previsto anche nell’ambito dei servizi di gestione delle proprietà immobiliari, di cui alla normativa comunitaria e nazionale attuata con D.Lgs. n°157/1995.</p>
<p>Al riguardo, è stato sottolineato che, in presenza dell’avvenuta liberalizzazione dell’attività di portierato, ben possono operare organizzazioni imprenditoriali che, senza realizzare intermediazioni di manodopera vietate dall’art.1 della Legge n°1369/1960, in grado di offrire servizi di custodia finalizzati alla tutela della proprietà, ma connaturati da prestazioni non implicanti un obbligo di difesa attiva della proprietà.</p>
<p>La predetta giurisprudenza ha affermato che l’attività di portierato, di custodia, quale che ne sia la forma di espletamento, ha tra le sue finalità lecite e possibili anche quella di tutela della proprietà, essendo peraltro sufficiente la presenza di un portiere, o dei dipendenti delle società di servizi, a scoraggiare eventuali intrusioni.</p>
<h3>Servizi consentiti</h3>
<p>Il committente può avere la necessità non di un servizio di vigilanza da autorizzare ai sensi dell’art.134 del T.U.L.P.S. bensì di un ordinario servizio di portierato e custodia.</p>
<p>In questo caso le prestazioni possono consistere:</p>
<ul>
<li>Controllo delle infrastrutture di servizio.</li>
<li>Chiusura delle porte e delle finestre, dei quadri elettrici, delle attrezzature elettroniche.</li>
<li>Registrazione dei visitatori.</li>
<li>Controllo e nell’ispezione degli accessi.</li>
<li>Regolazione dell’afflusso delle vetture nei parcheggi.</li>
<li>Monitorizzazione dell’impianto di allarme antintrusione e nell’obbligo, in caso di allarme, di darne immediata notizia al servizio tecnico ed a quanti altri verranno individuati dall’ente proprietario per i necessari interventi.</li>
<li>Gestione tecnica del patrimonio mobiliare ed immobiliare dell’azienda.</li>
<li>Compiti ispettivi sia nel parcheggio che in aree interne all’edificio.</li>
<li>Assicurarsi che nessuna persona sconosciuta entri nello stabile senza dichiarare dove è diretta.</li>
<li>Impedire l’ingresso ad accattoni, venditori ambulanti o perone sospette, impedendo il volantinaggio da parte di persone non autorizzate.</li>
<li>Vietare la sosta nella guardiola a persone non autorizzate.</li>
<li>Fornire indicazioni</li>
<li>Custodire le cose loro consegnate</li>
<li>Ispezionare, dopo la chiusura del portone, i cancelli, ogni altra porta di accesso ed i locali.</li>
<li>Svolgere uno specifico lavoro di prevenzione ed eventuale intervento antincendio, antiallagamento, fughe di gas etc..</li>
</ul>
<p>Le predette prestazioni, alla stregua della genericità dei loro contenuti, fanno parte delle attività di mera custodia e vigilanza passiva proprie dell’attività di portierato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Logistica sostenibile: come implementare GSCM</title>
		<link>https://www.lamgate.it/logistica-sostenibile-come-implementare-gscm/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 10:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Supply Chain]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[GSCM]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I parametri della Green Supply Chain Management (GSCM) possono essere integrati in quasi tutte le attività industriali. La chiave per attuare questo concetto è identificare le aree in cui è possibile applicare pratiche sostenibili a una catena di approvvigionamento esistente. Queste aree includono: Approvvigionamento di materiale più pulito. Per i rivenditori, ciò può comportare la collaborazione con le aziende per riprogettare gli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I parametri della Green Supply Chain Management (GSCM) possono essere integrati in quasi tutte le attività industriali. La chiave per attuare questo concetto è identificare le aree in cui è possibile applicare pratiche sostenibili a una catena di approvvigionamento esistente. Queste aree includono:</p>
<p><strong>Approvvigionamento di materiale più pulito. </strong>Per i rivenditori, ciò può comportare la collaborazione con le aziende per riprogettare gli imballaggi utilizzando materiali riciclabili o biodegradabili. Le aziende possono anche scegliere di acquistare materiali da fornitori che acquistano i loro materiali utilizzando metodi ecologicamente responsabili.</p>
<p><strong>Riduzione delle emissioni durante il trasporto. </strong>Ciò può comportare l&#8217;approvvigionamento di materiali da fornitori vicini per ridurre le emissioni di carbonio derivanti dal trasporto e dalla consegna. Alcune aziende riducono le emissioni utilizzando sistemi di trasporto più efficienti e carburanti alternativi più puliti.</p>
<blockquote><p>LA NOSTRA SFIDA PIÙ GRANDE IN QUESTO NUOVO SECOLO È DI ADOTTARE UN&#8217;IDEA CHE SEMBRA ASTRATTA: LO SVILUPPO SOSTENIBILE.</p>
<p><cite>Kofi Annan</cite></p></blockquote>
<p><strong>Ottimizzazione della logistica. </strong>Individuando strategicamente le strutture di distribuzione e ottimizzando i camion per ridurre lo spazio vuoto del rimorchio, le aziende possono ridurre il chilometraggio di transito e ridurre l&#8217;impatto ambientale.</p>
<p><strong>Certificazione. </strong>Le aziende possono evitare di interagire con fornitori che utilizzano prodotti o materiali vietati richiedendo determinati tipi di certificazioni. Ad esempio, un&#8217;azienda manifatturiera può scegliere di reperire materiali solo con fornitori certificati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Reverse logistics: quali sono i vantaggi della logistica inversa</title>
		<link>https://www.lamgate.it/reverse-logistics-quali-sono-i-vantaggi-della-logistica-inversa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 12:16:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con reverse logistics o logistica inversa si intende l&#8217;insieme di pratiche e processi destinati a gestire i resi e il rientro dei prodotti dai punti vendita al produttore per eseguirne la riparazione, il riciclaggio o lo smaltimento al minor costo possibile. In altre parole, la logistica di ritorno altro non è che il flusso a ritroso nella supply chain dei prodotti che&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con<strong> reverse logistics</strong> o <strong>logistica inversa</strong> si intende l&#8217;insieme di pratiche e processi destinati a <strong>gestire i resi</strong> e il rientro dei prodotti dai punti vendita al produttore per eseguirne la riparazione, il riciclaggio o lo smaltimento al minor costo possibile. In altre parole, la logistica di ritorno altro non è che il flusso a ritroso nella supply chain dei prodotti che ritornano dal produttore iniziale attraverso i clienti che hanno acquistato gli articoli su Internet e che effettuano direttamente il reso.</p>
<p>Da quando l<strong>&#8216;<em>e</em>&#8211;<em>commerce</em> ha fatto il suo boom nel mercato</strong>, la reverse logistics ha si è ricucita un ruolo sempre più importante all&#8217;interno delle pianificazioni delle<em> operartions</em> aziendali. L&#8217;impatto diretto sulla logistica costringe le aziende ad aggiornare le proprie strategie che si fanno sempre più votate a un modello <em>omnichannel</em>, pertanto flessibili e capaci di risultare sempre competitive per far fronte alle moderne sfide del commercio elettronico.</p>
<p>La reverse logistics si può inqudrare da due diversi punti di vista:</p>
<ul>
<li><em>Aziendale:</em> la<strong> </strong>logistica inversa dei resi prova ad <strong>affrontare l&#8217;aumento dei rientri </strong>che le aziende subiscono sugli inventari.</li>
<li><em>Ecologico:</em> uno degli obiettivi della logistica di ritorno è <strong>ridurre al minimo l&#8217;impatto ambientale</strong>. In questo senso, le aziende sviluppano prodotti e processi che, fin dal principio, sono meno dannosi per l&#8217;ambiente.</li>
</ul>
<p>Perché si rendono i prodotti?</p>
<p>I resi della merce avvengono per vari motivi, tra i quali occorre sottolineare:</p>
<ul>
<li>Il cliente è insoddisfatto del prodotto perché non è quello che si aspettava o desiderava.</li>
<li>Il prodotto è difettoso o presenta qualche imperfezione.</li>
<li>L&#8217;articolo è obsoleto e ha già terminato la sua vita utile.</li>
<li>Eccedenze di stock ritornano in magazzino. Sono giacenze indispensabili per il funzionamento dell&#8217;azienda, da utilizzare in momenti precisi.</li>
<li>Inventario stagionale, vale a dire quei prodotti commercializzati solo in determinati periodi (come l&#8217;abbigliamento stagionale o i giocattoli durante il periodo natalizio) e da stoccare durante il resto dell&#8217;anno.</li>
<li>Un errore a monte nel prelievo del codice SKU ha generato l&#8217;invio di un prodotto sbagliato.</li>
</ul>
<p>I resi implicano un trasporto e costringono a classificare la merce ricevuta in base alle referenze e allo stato. Tutto questo si riflette sui costi: quelli relativi alla manodopera, più spazio per eseguire il lavoro e maggiori costi associati. Per questo motivo la <strong>gestione dei resi </strong>diventa essenziale per non generare oneri inutili.</p>
<h3>Come gestire i resi</h3>
<p>Le aziende hanno bisogno di una soluzione personalizzata per la <em>reverse logistics. </em>A livello di infrastrutture, ad esempio, è auspicabile <strong>allestire un&#8217;area specifica dove svolgere queste attività</strong> o, ove possibile, disporre di un <strong>magazzino per la gestione dei resi</strong>. In ogni caso, è fondamentale l&#8217;implementazione di un softare di gestione magazzino per agevolare il tutto.</p>
<p>Il software <strong>WMS deve essere in grado di</strong> <strong>gestire la logistica inversa </strong>senza interferire né interrompere gli altri cicli operativi del magazzino. Easy WMS di Mecalux è dotato dell&#8217;opzione di <strong>ricevimento dei resi</strong>, che ha il compito di organizzare i resi e di identificarne la provenienza.</p>
<p>Quando si ricevono i resi in magazzino, gli operatori devono <strong>esaminare lo stato degli articoli e comprenderne il motivo della restituzione</strong>. Devono anche verificare se è possibile rimettere in commercio l&#8217;articolo o se è necessaria una riparazione o un ricondizionamento. Tenendo conto dello stato e delle caratteristiche dei prodotti, <strong>il software assegna una destinazione alla merce</strong>. Il sistema può impartire ordini per stoccare i prodotti in ubicazioni specifiche del magazzino e inviarli alla riparazione se necessario.</p>
<h3>Come ridurre il tasso dei resi</h3>
<p>Le imprese devono ridurre i resi <strong>i</strong>ncentivando le vendite per abbattere i costi, migliorare il livello di servizio e ottenere un vantaggio strategico nei confronti della concorrenza. Una possibilità è <strong>potenziare gli sconti sui prodotti</strong>, fare promozioni più frequenti e mantenere lo stock aggiornato con offerte nuove e allettanti affinché i consumatori non abbiano bisogno di restituire i prodotti e siano completamente soddisfatti dei loro acquisti. Un&#8217;altra opzione è <strong>fissare un periodo di prova limitato</strong> durante il quale il cliente può restituire il prodotto se non è di suo gradimento. Tuttavia, una volta scaduto il termine, i rientri non sono più accettati.</p>
<h3>Come migliorare la logistica inversa</h3>
<p>Per ridurre i costi associati ai resi, le imprese devono, prima di tutto,<strong> effettuare un&#8217;analisi della propria logistica inversa </strong>allo scopo di individuare le aree o i processi aziendali suscettibili di miglioramento. La strategia più comune è che le aziende che hanno un maggior tasso di rientri di articoli dedichino più sforzi al miglioramento della logistica di ritorno.</p>
<p>Secondo una relazione elaborata da <em>S. Rogers e S. Tibben-Lembke</em>, membri del <em>Reverse Logistics Executive Council</em>, <em>l&#8217;associazione nordamericana della logistica di ritorno</em><strong>, per ridurre i costi della logistica di ritorno</strong>, le aziende devono concentrarsi sui seguenti aspetti:</p>
<ul>
<li><strong>Gestione della vita del prodotto</strong>. I prodotti rispettano diverse tappe (introduzione, crescita, maturità e declino) e ognuna richiede una gestione differenziata.</li>
<li><strong>Sistemi e tecnologie informatiche</strong>. Consentono di seguire i prodotti in tempo reale. L&#8217;automazione della raccolta dei dati sul flusso di ritorno della merce e sul suo successivo trattamento sono elementi chiave per sviluppare una gestione efficiente della catena.</li>
</ul>
<h3>Reverse logistics e sostenibilità</h3>
<p>Sono numerose le aziende che pensano alla tutela dell&#8217;ambiente e mettono in atto una<strong> </strong>logistica sostenibile. La logistica inversa si occupa proprio di gestire prodotti, componenti e materiali usati e scartati con la missione di dare un nuovo utilizzo a questi beni e, per quanto possibile, di ridurre la quantità di rifiuti. Utilizzando prodotti già scartati, <strong>si evita la necessità di utilizzare nuove materie prime nei processi di produzione di nuovi articoli</strong>. Ciò comporta una diminuzione diretta dei costi di produzione, nonché una riduzione del consumo energetico e un minore inquinamento di aria e acqua.</p>
<p>Affinché la logistica di ritorno possa raggiungere la massima efficacia, è essenziale <strong>coinvolgere i consumatori</strong>. È responsabilità delle aziende renderli partecipi di questo processo, ad esempio organizzando campagne che spieghino ai cittadini il ruolo che devono svolgere e li incoraggino al riciclo.</p>
<p>Come dare una seconda vita ai prodotti</p>
<p>Per recuperare il valore economico dei prodotti obsoleti e dar loro un nuovo ciclo di vita, i ricercatori Martijn Thierry, Marc Salomon, Jo van Nunen e Luk van Wassenhove hanno avanzato alcune proposte nel loro studio <em>Strategic issues in product recovery management</em> sul modo di gestire i rientri della merce:</p>
<ul>
<li><strong>Riparazione</strong>: rimettere in condizioni di funzionare un prodotto danneggiato.</li>
<li><strong>Ripristino</strong>: restituire il prodotto usato a determinati livelli di qualità (di solito inferiori a quelli originali).</li>
<li><strong>Ricostruzione</strong>: conferire al prodotto usato uno standard di qualità rigoroso quanto quelli originali, benché a un costo inferiore.</li>
<li><strong>Cannibalismo</strong>: recuperare una piccola parte dei componenti riutilizzabili per destinarli alla riparazione, al ripristino o alla ricostruzione di altri articoli.</li>
<li><strong>Riciclaggio</strong>: sfruttare i materiali o i componenti dei prodotti scartati per la produzione di nuovi articoli che non devono essere necessariamente uguali agli originali.</li>
</ul>
<p>Vantaggi della logistica inversa</p>
<p>L&#8217;implementazione della <em>reverse logistics </em>offre alle aziende i seguenti vantaggi:</p>
<ul>
<li><strong>Riduzione dell&#8217;impatto sull&#8217;ambiente</strong>. Il riutilizzo di materiali nei processi di produzione evita lo sfruttamento di materie prime vergini e richiede un minore utilizzo di energia. Per l&#8217;azienda, ovviamente, ciò si traduce in un maggiore beneficio.</li>
<li><strong>Miglioramento dell&#8217;immagine aziendale e maggiore soddisfazione del cliente</strong>. La logistica di ritorno offre un grande vantaggio competitivo alle aziende. I clienti mostrano sempre più interesse per le aziende impegnate nella tutela dell&#8217;ambiente.</li>
<li>Scoperta di nuove soluzioni per i materiali riutilizzati. <strong>Recuperando il valore economico degli articoli già scartati, si possono aprire nuovi mercati</strong>. Un esempio al proposito sono i negozi outlet, specializzati nella vendita di prodotti della stagione precedente o con piccoli difetti a un prezzo di gran lunga inferiore a quello normale.</li>
<li><strong>Controllo dello stock</strong>. La logistica di ritorno favorisce una maggiore organizzazione dello stock, evitando lo stoccaggio di prodotti obsoleti e riducendo al minimo la possibilità di errori.</li>
<li>Al contempo, tutti questi vantaggi si ripercuotono in modo positivo su una <strong>riduzione dei costi e un aumento dei vantaggi</strong>.</li>
</ul>
<p>La logistica di ritorno è un processo sempre più esteso all&#8217;interno del mondo aziendale. Pur contribuendo al miglioramento dell&#8217;ambiente, queste pratiche rappresentano inoltre una buona opportunità di business grazie al recupero del valore economico dei prodotti scartati. In ogni caso, le aziende devono effettuare uno studio dettagliato delle esigenze e degli obiettivi per trovare la soluzione migliore al momento di gestire i resi.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;efficace logistica dell&#8217;ultimo miglio offre grandi vantaggi</title>
		<link>https://www.lamgate.it/l-efficace-logistica-dell-ultimo-miglio-offre-grandi-vantaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 12:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporto]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Logistics]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimo miglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;efficace strategia logistica dell&#8217;ultimo miglio identifica i rischi e le opportunità delle consegne tempestive e, se prese in quel contesto, si tratta principalmente della gestione del rischio. La soddisfacente esperienza utente fornita dai principali attori del settore, come Amazon ed EPrice, potrebbe avere come conseguenza che i clienti lascino definitivamente il tuo marchio. Tuttavia, un&#8217;efficace logistica dell&#8217;ultimo miglio riduce questo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;efficace strategia logistica dell&#8217;ultimo miglio identifica i rischi e le opportunità delle consegne tempestive e, se prese in quel contesto, si tratta principalmente della gestione del rischio. La soddisfacente esperienza utente fornita dai principali attori del settore, come Amazon ed EPrice, potrebbe avere come conseguenza che i clienti lascino definitivamente il tuo marchio. Tuttavia, un&#8217;efficace logistica dell&#8217;ultimo miglio riduce questo rischio e offre questi vantaggi chiave.</p>
<ul>
<li><strong>Maggiore redditività. </strong>Fornire più della consegna standard è un modo eccellente per aprire le porte a nuovi flussi di entrate, inclusa l&#8217;aggiunta di servizi a valore aggiunto.</li>
<li><strong>Aumento del servizio clienti. </strong>Fornire ulteriori informazioni e automatizzare le eccezioni e le problematiche nell&#8217;ultimo miglio si presterà naturalmente a livelli di servizio clienti migliori.</li>
<li><strong>Richiesta ridotta per le modalità LTL e FT. </strong>I vettori, i 3PL e altre società di logistica hanno dedicato innumerevoli risorse per capire come affrontare la carenza di trasportatori e la crisi della capacità, ma una semplice revisione della gestione della logistica nel miglio finale potrebbe essere la soluzione. Ad esempio, i servizi accessori nella consegna finale migliorati, in particolare sulle transazioni che coinvolgono un singolo attore dal negozio alle case dei clienti, che svela la definizione esatta di <em>miglio finale</em>, ridurranno l&#8217;onere per le modalità tradizionali su strada, tra cui LTL e FT.</li>
<li><strong>Responsabilità migliorata. </strong>L&#8217;infusione di pratiche tecnologicamente avanzate nell&#8217;ultimo miglio per gestire meglio le operazioni porterà anche ad una maggiore responsabilità, riducendo l&#8217;incidenza di frodi e furti, migliorando al contempo il servizio clienti.</li>
<li><strong>Maggiore velocità sul mercato, riducendo i costi di trasporto. </strong>Quando un numero maggiore di prodotti viene spedito più rapidamente, in modo da ridurre in modo significativo i costi di trasporto per il minore utilizzo di strutture fisiche adibite a centro di distribuzione o centro di evasione ordini, i costi di trasporto continueranno a diminuire.</li>
<li><strong>Riduzione del costo del lavoro. </strong>Una migliore gestione della logistica del miglio finale ridurrà anche i costi del lavoro per diverse motivazioni: riduzione della domanda sulle modalità tradizionali ed effettiva esternalizzazione del miglio finale per gli esecutori del servizio. Lo stesso vantaggio si tradurrà in prezzi più bassi del prodotto, costruendo valore per il vostro marchio lungo il percorso.</li>
<li><strong>Visibilità end-to-end su tutta la rete. </strong>I miglioramenti nell&#8217;ultimo miglio si presteranno a una maggiore visibilità, consentendo una migliore gestione del rischio.</li>
</ul>
<h3>Come mantenere efficaci processi di miglio finale</h3>
<p>Per mantenere il controllo sui processi di miglio finale e garantire che tutte le esperienze siano stellari, gli spedizionieri dovrebbero seguire queste best practice:</p>
<ol>
<li>Usare la tecnologia giusta per tenere traccia dei progressi.</li>
<li>Collegare in rete tutto il possibile.</li>
<li>Esternalizzare il miglio finale a fornitori di servizi dedicati.</li>
<li>Pensare oltre le opzioni di consegna &#8220;basta lasciare sul portico&#8221; (JLOP).</li>
<li>Spostare l&#8217;adempimento più vicino possibile ai clienti.</li>
<li>Utilizzare un sistema di gestione dei trasporti (TMS) che includa il miglio finale per semplificare tutta la gestione della logistica.</li>
</ol>
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		<title>Scegliere la giusta impresa di pulizia e di giardinaggio</title>
		<link>https://www.lamgate.it/scegliere-la-giusta-impresa-di-pulizia-e-di-giardinaggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 10:39:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Giardini]]></category>
		<category><![CDATA[Pulizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una cosa è certa: quando si ha a che fare con la scelta di un’impresa di pulizia nulla deve essere lasciato al caso. E ciò vale anche per l’impresa che deve occuparsi del giardinaggio. Le pulizie devono essere effettuate in maniera scrupolosa e tenendo conto di moltissime variabili. Medesima attenzione deve essere riservata anche al giardino che ha bisogno di una manutenzione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa è certa: quando si ha a che fare con la <b>scelta di un’impresa di pulizia</b> nulla deve essere lasciato al caso. E ciò vale anche per l’impresa che deve occuparsi del giardinaggio. Le pulizie devono essere effettuate in maniera scrupolosa e tenendo conto di moltissime variabili. Medesima attenzione deve essere riservata anche al giardino che ha bisogno di una manutenzione costante oltre che di una conoscenza di base degli specifici trattamenti. Ciò che si deve fare quando si ha necessità di rivolgersi ad una simile imprese è quella di interrogarsi in merito all’entità del lavoro che deve essere svolto. Pulire un ambiente come ad esempio un ambulatorio è decisamente molto diverso rispetto a <b>pulire un appartamento o un ufficio</b>. Insomma, prima di procedere con l’individuazione dei soggetti a cui affidare l’incarico è fondamentale capire quale sia la reale necessità nello specifico e quale sia il budget che si intende destinare a tale servizio che, se svolto in maniera professionale e tenendo conto di tutte le norme vigenti, ha un costo non del tutto indifferente ma sempre e comunque commisurato al risultato.</p>
<p>Come ben chiarito, le <b>imprese di pulizia</b> devono svolgere il proprio lavoro in maniera a dir poco scrupolosa. E se, da una parte, devono essere a conoscenza di tutte le norme sanitarie nel caso in cui si avesse a che fare con luoghi pubblici, dall’altra devono essere in grado di risolvere qualsiasi genere di problema. Se ad esempio si dovesse avere a che fare con una <b>macchia sulla tappezzeria</b>, l’impresa dovrà avere la possibilità di agire in maniera tempestiva e di risolvere la questione. Altro importante aspetto da non trascurare riguarda poi il servizio di derattizzazione. Molto spesso, quando ci si rivolge ad un’impresa di pulizia per scantinati o capannoni si potrebbe avere la necessità anche di effettuare una derattizzazione. In questo caso, prima di scegliere la ditta di riferimento è bene cercare di capire se offre o meno questo servizio che, oltre ad essere importantissimo, necessita di una serie di accorgimenti tecnici che possono essere conosciuti solo da esperti del settore, opportunamente formati in questo ambito. Insomma, ogni impresa di pulizia che si rispetti deve essere in grado di offrire un servizio a trecentosessanta gradi.</p>
<p><img decoding="async" class="alignright" src="https://wips.plug.it/cips/paginegiallecasa/cms/2018/11/img_3098724533692554.jpg?a=c&amp;w=300&amp;h=250" width="300" height="250" />Chi ha necessità di <b>un’impresa di pulizie nella zona del basso Lazio</b>, una località in provincia di Frosinone, non deve fare altro che rivolgersi a noi.</p>
<p>La nostra impresa dispone di una divisione che si occupa sia di pulizie civili che industriali e dunque fa al caso di ogni genere di cliente. A fare la differenza è senza alcun dubbio la puntualità del servizio che, oltre ad essere completo, è sempre impeccabile. Tra le altre cose, siamo a disposizione anche per interventi presso gli enti pubblici, le aziende di varie dimensioni, le banche, gli uffici e gli ambulatori ma anche presso i semplici appartamenti. Come è facile intuire, si ha a che fare un reparto a dir poco versatile, capace di andare incontro alla perfezione a <b>qualsiasi genere di esigenza del cliente</b>. Aspetto da non trascurare riguarda il fatto che gli addetti ai lavori si occupano personalmente di verificare che ogni intervento venga effettuato nella maniera corretta. Tra i servizi offerti oltre a quelli tradizionali ci sono anche il lavaggio degli infissi e delle vetrate e i lavaggi di vetri specchiati. Ulteriori servizi sono il giardinaggio, la derattizzazione, la pulizia delle tappezzerie, i trattamenti anti -polvere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Outsourcing: quando è utile terziarizzare le attività logistiche?</title>
		<link>https://www.lamgate.it/outsourcing-quando-e-utile-terziarizzare-le-attivita-logistiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 10:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Esternalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Logistics]]></category>
		<category><![CDATA[Outsourcing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Outsourcing Logistico L&#8217;outsourcing logistico è una scelta strategica che comporta la valutazione dei vantaggi e dei rischi legati all&#8217;esternalizzazione di un fattore ormai riconosciuto come critico per il successo in un mercato spesso saturo, livellato dal punto di vista della qualità del prodotto ed estremamente aggressivo sul fronte dei prezzi. Nel comune sentire aziendale la terziarizzazione viene vista molto spesso (anche&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Outsourcing Logistico</h3>
<p>L&#8217;<strong>outsourcing logistico</strong> è una scelta strategica che comporta la valutazione dei vantaggi e dei rischi legati all&#8217;esternalizzazione di un fattore ormai riconosciuto come critico per il successo in un mercato spesso saturo, livellato dal punto di vista della qualità del prodotto ed estremamente aggressivo sul fronte dei prezzi.</p>
<p>Nel comune sentire aziendale la terziarizzazione viene vista molto spesso (anche a ragione) come una cessione del proprio &#8220;saper fare&#8221;, ossia del know how aziendale. Terziarizzare, cioè far gestire ad altri ciò che fino a ieri si gestiva in proprio, rappresenta in un certo senso rinunciare ad una parte dell&#8217;azienda e ad una competenza specifica di essa.</p>
<p>L&#8217;<a title="WIKI - OUTSOURCING DEL MAGAZZINO E DEI TRASPORTI" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Esternalizzazione" target="_self" rel="noopener noreferrer">outsourcing</a> della distribuzione fisica (o di una parte di essa) non deve essere considerato un semplice atto di acquisto di servizi logistici, ma deve essere vissuto come<strong> una scelta strategica</strong> che ha delle importanti ricadute sui costi operativi e sul livello di servizio erogato al cliente.</p>
<p>Il successo dipende dalle specifiche peculiarità aziendali, dall&#8217;accuratezza del progetto di outsourcing e da come viene condotto il tender di fornitura.</p>
<p>L&#8217;outsourcing della distribuzione fisica può riguardare:</p>
<ul>
<li>il <em><strong>trasporto</strong></em></li>
<li>il <em><strong>magazzino</strong></em> (housing e handling)</li>
<li>le<em><strong> attività di manovalanza in magazzino</strong></em> (cioè gli asset sono dell&#8217;azienda e viene terziarizzata, prevalentemente ad una cooperativa, solo la parte riguardante le risorse umane coinvolte)</li>
<li>tutto il processo di <em><strong>distribuzione fisica delle merci</strong></em> (housing, handling e trasporti)</li>
</ul>
<p>Secondo una ricerca condotta dall&#8217;HIDC (Holland International Distribution Council) i vantaggi derivanti dalla terziarizzazione delle attività logistiche sono: la riduzione dei costi operativi totali, il miglior utilizzo degli stock a magazzino e, in generale, una migliore competizione sul mercato. Ma il vantaggio di gran lunga più ricercato in progetti di questo genere è l&#8217;assenza di capitali investiti in immobili, impianti, strutture e personale. In questo modo si rende un costo fisso, quale normalmente è la logistica di magazzino, un costo in certa misura variabile (le tariffe sono proporzionali alle attività all&#8217;interno di una forbice di variazione dei flussi e delle giacenze).</p>
<p>Ma la via della terziarizzazione si percorre soltanto per una questione di abbattimento dei costi o anche per migliorare l&#8217;efficienza ed il servizio reso al cliente? La risposta è veramente complessa e, ovviamente, dipende molto dalla situazione logistica da cui si parte. A parer mio, per volermi schierare, delegare le attività logistiche non porta di per sé né l&#8217;una (la diminuzione dei costi) né l&#8217;altra cosa (il miglioramento del servizio): è solo attraverso un progetto ben fatto che si hanno i migliori risultati.</p>
<h3>Le fasi del progetto di outsourcing del magazzino</h3>
<ul>
<li>Lo svolgimento di un accurato studio di valutazione della convenienza a terziarizzare</li>
<li>L&#8217;analisi dei processi e dei principali dati di funzionamento (flussi IN/OUT, giacenze, etc.)</li>
<li>La costruzione della vendor list</li>
<li>Lo svolgimento di audit presso i fornitori partecipanti al tender</li>
<li>La redazione del capitolato tecnico logistico che a sua volta vuol dire l&#8217;individuazione dell&#8217;articolazione della tariffa, la definizione dei Service Level Agreement e dei KPI da monitorare</li>
<li>la gestione del cambiamento e l&#8217;attivazione del nuovo servizio</li>
<li>la gestione della relazione day by day con il partner logistico (la creazione di un cruscotto logistico condiviso, l&#8217;erogazione di survey del livello di servizio, la conduzione di audit presso la struttura del partner, etc.)</li>
</ul>
<p>Quindi concludendo<strong> la terziarizzazione dei processi logistici non è che una freccia al nostro arco</strong>, uno dei modelli che abbiamo a disposizione per il miglioramento della logistica di magazzino. Attenzione però, spesso l&#8217;outsourcing ci viene disegnato come una strada che riduce i rischi; senz&#8217;altro riduce il capitale investito e (forse) anche i costi operativi, ma quanto può essere alto il rischio di sbagliare e di portarsi dietro l&#8217;errore per lungo tempo (es: scegliere il fornitore sbagliato, sostenere costi di esercizio più elevati, patire lunghi avviamenti, pregiudicare il servizio al cliente, etc.)?</p>
<p>L&#8217;outsourcing logistico rappresenta una scelta di grande flessibilità che permette allo stesso tempo di focalizzare l&#8217;investimento delle risorse nel proprio core business. Tuttavia esistono elementi di rischio da non sottovalutare, che richiedono pertanto una metodologia di supporto alla realizzazione di una soluzione di successo.</p>
<h3>Le 8 regole per avere successo</h3>
<ol>
<li><strong>Ragionare a lungo termine</strong> e non solo con l&#8217;obiettivo di riduzione immediata dei costi.</li>
<li>I <strong>processi</strong> che si intendono esternalizzare devono essere <strong>già ottimizzati</strong>; non ci si deve aspettare che se ne preoccupi il fornitore.</li>
<li>Effettuare un&#8217;attenta <strong>analisi dei rischi</strong> e <strong>valutare le modalità della terziarizzazione e il numero dei fornitori</strong>.</li>
<li><strong>Scegliere il fornitore giusto</strong> &#8211; facile direte voi, facile rispondo io se seguiamo il metodo giusto e se dedichiamo il giusto tempo a tutte le fasi del progetto</li>
<li>Prepararsi a gestire le <strong>fasi di transizione</strong> e gli inevitabili problemi connessi al cambiamento</li>
<li>La<strong> decisione</strong> di procedere ad una operazione di outsourcing deve essere possibilmente<strong> condivisa a tutti i livelli aziendali</strong> e il Top Management deve mostrarsi in prima linea come parte del cambiamento assieme al resto dell&#8217;organizzazione. Comunicare e formare.</li>
<li><strong>Impostare un modello di misurazione delle prestazioni</strong> (condiviso col partner logistico) per capire i motivi di eventuali scostamenti dei valori obiettivo (non per trovare o punire i colpevoli).</li>
<li>Impostare una relazione col fornitore basata sulla <strong>periodica revisione degli obiettivi</strong>; così facendo è più probabile che si costruiscano relazioni più durature ed efficaci.</li>
</ol>
<p><strong>Il nostro personale più preparato</strong>, ha sviluppato un <strong>approccio alla gestione dei tender logistici ben consolidato</strong> che ha permesso ai nostri clienti di realizzare <strong>processi di outsourcing di successo</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Green Logistics Expo 2020: verso l&#8217;evoluzione della logistica</title>
		<link>https://www.lamgate.it/green-logistics-expo-2020-verso-l-evoluzione-della-logistica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 10:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[GSCM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A marzo 2020 Padova ospiterà la seconda edizione del Green Logistics Expo, il Salone della Logistica Sostenibile. L’evento ha il merito di unire due temi attualissimi, logistica e sostenibilità. Insieme, questi due temi, rappresentano il valore più importante per avanzare in maniera decisa verso un’industria caratterizzata da un minore impatto ambientale. logistica e sostenibilità: insieme sono il valore più importante&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A marzo 2020 Padova ospiterà la seconda edizione del Green Logistics Expo, il Salone della Logistica Sostenibile.</p>
<p>L’evento ha il merito di unire due temi attualissimi, logistica e sostenibilità. Insieme, questi due temi, rappresentano il valore più importante per avanzare in maniera decisa verso un’industria caratterizzata da un minore impatto ambientale.</p>
<p>logistica e sostenibilità: insieme sono il valore più importante per avanzare in maniera decisa verso un’industria caratterizzata da un minore impatto ambientale.<br />
Ciò di cui abbiamo più bisogno infatti, è un sistema economico integrato con l’ambiente, che non cerchi di dominarlo ma di valorizzarlo, che non punti al mero sfruttamento della natura ma che riesca a creare ricchezza dalla sua salvaguardia.</p>
<p>Come riuscire a realizzar tutto ciò? Con l’innovazione, la tecnologia e il confronto.</p>
<p>Sono molte le imprese che stanno già sviluppando soluzioni e modelli organizzativi e di gestione che vanno in questa direzione. Il Green Logistics Expo è il luogo per conoscerle e incontrarle.</p>
<p>Presenze nazionali e internazionali in dialogo<br />
Oltre alle conferme di chi c’era anche alla prima edizione, ci sono novità anche sulle nuove presenze, italiane ed estere.</p>
<p>Sul fronte nazionale si susseguono le adesioni: i principali porti e interporti italiani, realtà industriali operative nella logistica e trasporti, Associazioni di Categoria del settore.</p>
<p>Per quanto riguarda le presenze estere, è attivo un tavolo di lavoro con l’Ambasciata Olandese in Italia, l’obiettivo è organizzare la presenza di aziende dei Paesi Bassi, coinvolgendo tutte le aree tematiche ed espositive di Green Logistics Expo.<br />
Sono in essere anche contatti con operatori della Polonia, un Paese particolarmente importante per la logistica in quanto snodo chiave delle rotte ferroviarie verso l’Asia e la Cina in particolare.<br />
Anche con la Cina ci sono trattative in corso per avere all’Expo operatori dall’estremo oriente.</p>
<p>Green Logistics Expo si impegna a creare, per tutti gli operatori presenti e per i visitatori, un ambiente per il confronto e il dialogo.<br />
Ad esempio con gli appuntamenti convegnistici, come quello di apertura che rappresenta una sorta di Stati Generali della Logistica grazie alle illustre partecipazioni. Vi prenderanno parte infatti tutti i più autorevoli rappresentanti del settore: costruttori di veicoli, mondo politico e istituzionale, Ministeri delle Infrastrutture, dei Trasporti e dell’Ambiente.</p>
<p>La formula dell’evento<br />
Green Logistics Expo conferma la formula vincente del 2018: articolazione in 4 macro aree:</p>
<p>intermodalità,<br />
logistica industriale e real estate,<br />
e-commerce<br />
city&#038;logistics<br />
A queste quattro macro aree si vanno ad aggiungere focus trasversali specifici su alcuni temi, come ad esempio il food o il trasporto a temperatura controllata, e gli eventi speciali.<br />
Una particolare attenzione sarà dedicata al coinvolgimento dell’Unione Europea, con incontri tecnici dedicati ai corridoi, la presentazione di progetti finanziati dal programma CEF e la partecipazione delle Agenzie che gestiscono i fondi comunitari dedicati ai trasporti sostenibili.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il valore delle persone in una logistica sempre più digitale</title>
		<link>https://www.lamgate.it/il-valore-delle-persone-in-una-logistica-sempre-piu-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 10:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Logistica]]></category>
		<category><![CDATA[Supply Chain]]></category>
		<category><![CDATA[Persone]]></category>
		<category><![CDATA[Valore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Logistica e tecnologia sono sempre più un binomio “perfetto”. Uno studio del Politecnico di Milano1 mostra come gli investimenti delle aziende del settore siano proprio dedicati ai progetti “Logistica 4.0” in particolare nella movimentazione di fabbrica, negli ambiti di stoccaggio e trasporto. Eppure non bisogna sottovalutare l’importanza di una gestione efficace, sana e lungimirante delle risorse umane, sempre in grado&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Logistica e tecnologia sono sempre più un binomio “perfetto”. Uno studio del Politecnico di Milano1 mostra come gli investimenti delle aziende del settore siano proprio dedicati ai progetti “Logistica 4.0” in particolare nella movimentazione di fabbrica, negli ambiti di stoccaggio e trasporto. Eppure non bisogna sottovalutare l’importanza di una gestione efficace, sana e lungimirante delle risorse umane, sempre in grado di fare la differenza e di rappresentare il vero valore aggiunto in tutti i percorsi di efficientamento ed ottimizzazione.</p>
<p>In questa direzione, PLF, la società del Gruppo De Pasquale che si occupa della gestione di appalti in-house soprattutto nell’area della logistica, da sempre lavora su tre leve di efficientamento, complementari e sinergiche:</p>
<ul>
<li>innovazione e tecnologia per ottimizzare e digitalizzare i processi</li>
<li>analisi e progettazione per costruire soluzioni specifiche per ogni cliente</li>
<li>una gestione delle risorse umane che punti a qualità e flessibilità.</li>
</ul>
<p>È proprio su quest’ultimo punto che vogliamo focalizzarci, descrivendo la nostra strategia di gestione delle persone.</p>
<p>Un’azienda che mette a disposizione del proprio cliente la capacità di gestire efficacemente il personale sta offrendo un servizio in grado di dare valore, nel breve come nel medio-lungo periodo. Questo presuppone mettere a disposizione le proprie competenze in tutte le fasi: nel reclutamento e nella selezione del personale, nella gestione operativa e nello sviluppo delle competenze, nella formazione, nella gestione amministrativa e delle relazioni sindacali.</p>
<p>Ciò significa avere la capacità di costruire un’organizzazione virtuosa che miri a individuare e selezionare i migliori profili disponibili sul mercato, a verificare competenze ed attitudini, a definire regole interne basate sul raggiungimento degli obiettivi, a realizzare eventuali interventi sul processo, su singole attività, sulle competenze perché siano sempre allineate alle evoluzioni e alle tendenze del mercato.</p>
<p>Ma due sono gli obiettivi che ci poniamo quando parliamo di valore delle risorse umane: qualità e flessibilità.</p>
<p>La qualità dipende dalle competenze e dal know-how che le persone sanno mettere al servizio della propria azienda. Ma le competenze non sono sufficienti se non vengono valorizzate da un approccio focalizzato sul risultato e sul cliente finale (interno o esterno). Per questa ragione, il lavoro di analisi e progettazione dei processi di appalto riveste un ruolo fondamentale poiché consente di comprendere la realtà organizzativa ed i suoi obiettivi ma anche di valutare attività, strumenti, competenze e processi che dovranno operare sinergicamente e con obiettivi comuni.</p>
<p>La qualità funziona – immancabilmente – quando tutta l’organizzazione tende al miglioramento continuo, alla crescita professionale, allo sviluppo delle competenze. E diventa, quindi, necessario costruire un ambiente di lavoro in grado di valorizzare ogni singola persona, motivandola e gratificandola, di definire obiettivi chiari e condivisi. In definitiva, un ambiente che miri all’empowerment delle risorse umane.</p>
<p>È nella qualità della prestazione professionale che confluisce il reale valore delle risorse umane inserite in un determinato contesto organizzativo e tecnologico. Nel contesto attuale, quello che sempre più diventa necessaria è una capacità “creativa” che vada oltre quella analitica: la capacità di mettere in relazione informazioni e dati per trovare soluzioni rapide ed efficaci.</p>
<p>Non meno importante la flessibilità, perché permette di allineare la gestione di attività e processi a nuove logiche, ad un contesto di mercato in evoluzione. Flessibilità, infatti, significa sapersi adattare ai cambiamenti. E questo accade se si hanno persone pronte, competenti, disponibili ed “ingaggiate”, gestite con intelligenza e lungimiranza.</p>
<p>Un aspetto, quello della flessibilità, che sempre più caratterizzerà il mondo del lavoro ma che porta con sé rischi significativi, se non gestita con attenzione e professionalità. Stiamo parlando di rischi organizzativi, manageriali nonché legali. Quello della flessibilità è un tema complesso, non associato esclusivamente ai cicli produttivi e alle esigenze di magazzino. La flessibilità si ottiene quando aziende e dipendenti assecondano il cambiamento su un territorio comune.</p>
<p>Per mantenere un’elevata qualità le aziende devono poter contare sulle competenze delle proprie persone. D’altra parte, per i lavoratori sarà sempre più indispensabile acquisire nuove competenze, far evolvere la propria professionalità per continuare ad apportare il valore necessario.</p>
<p>PLF lavora proprio con l’obiettivo di conciliare qualità e flessibilità. È in quest’ottica che riesce ad accompagnare i propri clienti in progetti di sviluppo, controllo dei costi ed efficientamento dei processi logistici.</p>
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		<title>Perché in Italia si preferisce il trasporto su gomma rispetto ai treni merci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2019 10:31:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trasporto]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salvo che per le reti ad alta velocità interne al territorio italiano, il trasporto ferroviario non è mai riuscito a sostituire, per importanza, quello su gomma. Mentre le strade per auto e camion sono considerevolmente aumentate di numero ed estensione, dal dopoguerra la rete per i treni si è progressivamente ridotta. Si riparla di rete ferroviaria dopo l’annuncio del ministero dei&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Salvo che per le reti ad alta velocità interne al territorio italiano, <strong>il trasporto ferroviario non è mai riuscito a sostituire, per importanza, quello su gomma</strong>. Mentre le strade per auto e camion sono considerevolmente aumentate di numero ed estensione, dal dopoguerra la rete per i treni si è progressivamente ridotta.</p>
<p><strong>Si riparla di rete ferroviaria dopo l’annuncio del ministero dei Trasporti, che ha ‘cassato’ il treno ad alta velocità Torino-Lione a causa di un’analisi costi-benefici risultata poco conveniente</strong> (anche se, sui numeri in questione, c’è una grande polemica). Indipendentemente dai costi e dalle ricadute ambientali, perché il TAV, e il trasporto di merci che ne sarebbe derivato, non è stato abbracciato dalla politica come un toccasana?</p>
<p><strong>CULTURA</strong></p>
<p>Si tratta di una questione culturale: il trasporto via ferro in Italia ha <strong>problemi strutturali</strong> che si rincorrono senza soluzione dalla notte dei tempi. Il trasporto merci, in particolare, è messo ancora peggio di quello pendolare – nonostante quest’ultimo sia afflitto da ritardi, <strong>coincidenze perse e guasti</strong> di ogni tipo.</p>
<p data-reactid="26"><strong>INVESTIMENTI</strong></p>
<p>Secondo i dati dell’associazione Fercargo, la <strong>quota di trasporto merci</strong> su treno nel nostro Paese è pari al 12%, contro il 70% della Svizzera (che sta investendo pesantemente ancora oggi con Alp Transit), il 25% della Germania e il 35% dell’Austria. I numeri parlano chiaro: in dieci anni, dal 2008 al 2018, sui binari italiani si è passati da 71 milioni di treni/chilometro al 47,4 milioni. Insomma, <strong>investimenti zero</strong>.</p>
<p data-reactid="29"><strong>TERRITORIO</strong></p>
<p>Le cause per un disinteresse così marcato sono molteplici, ma se vogliamo pure <strong>ingiustificabili</strong>. Prendiamo ad esempio la struttura orografica italiana: è vero che il territorio è frastagliato, montuoso e instabile, ma ugualmente accade in Giappone, ove il servizio ferroviario è eccellente. Idem per la Cina. Con le capacità ingegneristiche italiane, sarebbe possibile superare ogni ostacolo territoriale, come del resto è stato fatto per costruire autostrade dall’incredibile sviluppo (si pensi agli altissimi viadotti degli Appennini). Il problema è che<strong> l’Italia è arrivata tardi</strong>: ora sul territorio c’è meno spazio per i treni (e meno soldi a disposizione rispetto alla corsa al ferro di due secoli fa).</p>
<p data-reactid="30"><strong>IMPRESE</strong></p>
<p>Le piccole e medie imprese non riescono a fare massa per riempire un treno? Questo perché <strong>la rete non è capillare né rapida</strong>. Per questo motivo si sceglie il trasporto su gomma, l’unico che può arrivare a destinazione in modo celere. Quando però c’è un interporto che funziona, c’è sempre molto lavoro. L’interporto logistico di Mortara, in provincia di Pavia, era passato in 8 anni (dal 2009 al 2017) da 10mila treni movimentati a 50mila.</p>
<p data-reactid="32"><strong>BUROCRAZIA E PROBLEMI TECNICI</strong></p>
<p>Ci sono poi dei problemi tecnici evidenti. I treni merci italiani sono davvero corti, appena 550 metri rispetto ai 750 del resto dell’Europa. Le economie di scala si riducono per ampie percentuali, attorno al 30%. Per quanto riguarda le licenze e i certificati di sicurezza (i primi rilasciati dal ministero dei Trasporti e i secondi da Ansfisa, l’Agenzia per la sicurezza di ferrovie, strade e autostrade) <strong>in Italia i documenti non valgono su tutta la rete</strong>, ma solamente per comparti geografici. Se una licenza è valida solo per singole tratte della rete, la burocrazia diventa mastodontica. Per far partire un nuovo treno bisogna aspettare 6-12 mesi con una licenza in possesso e ben 18 mesi per una nuova azienda ferroviaria. Infine c’è il problema delle gallerie e dei valichi, troppo stretti e bassi per far passare buona parte dei trasporti merci (uno dei motivi per fare il TAV era proprio questo).</p>
<p data-reactid="36"><strong>COSTI</strong></p>
<p>In Italia resiste la figura del doppio macchinista, presente per ragioni di sicurezza. I costi lievitano per questo motivo del 10%. Per far uscire un treno dai porti e dagli interporti bisogna mettere a budget un bel po’ di soldi: le <strong>manovre ferroviarie incidono sul 25% dei costi totali</strong>.</p>
<p>Più che altro è ambiguo il <strong>rapporto tra le società autostradali e le ferrovie</strong>, che ricadono entrambe sotto il cappello del Ministero dei Trasporti. Pur sapendo che la rete ferroviaria ha problemi, potenziarla significherebbe, a lungo termine, liberarsi di traffico e inquinamento, nonché ridurre gli incidenti stradali. Si perderebbero però i pedaggi autostradali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: Yahoo notizie</p>
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